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Fornitore: Virtual Solution S.r.l., sede in Via San Mama 113, 48121 Ravenna (RA), P. IVA IT01480930393, REA RA-162537, capitale sociale € 10.000 i.v., PEC virtualsolution@pec.it («il Fornitore»).
Servizio: QMail365 (https://stg.qmail365.com).
Art. 1 – Oggetto e destinatari
1.1. Questa politica dice che cosa non si può fare con il servizio e come il Fornitore interviene quando una regola viene violata.
1.2. Vale per tutti: il cliente, gli utenti delle sue caselle, i rivenditori e i clienti dei rivenditori.
1.3. Fa parte delle Condizioni generali del servizio. Per sospensione, risoluzione, responsabilità e dati dopo la chiusura valgono gli artt. 14, 20.5, 22 e 21 delle Condizioni generali. Se questa politica contrasta con le Condizioni generali, prevalgono le Condizioni generali.
1.4. Il cliente fa rispettare questa politica a tutti gli utenti che autorizza. Il rivenditore la fa rispettare ai propri clienti, con condizioni proprie non meno rigorose di queste.
Art. 2 – Spam e invii non richiesti
2.1. È vietato inviare comunicazioni commerciali o promozionali a chi non ha dato il proprio consenso, quando la legge lo richiede.
2.2. È vietato inviare messaggi a indirizzi raccolti senza consenso, comprati o presi da elenchi di terzi, o generati in automatico.
2.3. È vietato falsificare le intestazioni o il mittente, oppure nascondere l'origine di un messaggio.
2.4. È vietato usare il servizio come destinazione o come indirizzo di risposta per campagne spedite da altri sistemi in violazione di questo articolo.
Art. 3 – Limiti di invio delle caselle e invii massivi
3.1. Le caselle servono alla corrispondenza personale e di lavoro. Non servono a campagne, newsletter o invii massivi.
3.2. Ogni casella ha un limite tecnico di 100 messaggi all'ora e 1.000 messaggi al giorno per i messaggi spediti con i programmi di posta (SMTP autenticato). Gli invii dalla webmail hanno un limite proprio [[DA VERIFICARE: valore del limite della webmail, mailsend/guard.go]]. Oltre il limite il server rifiuta temporaneamente i nuovi invii e ne spiega il motivo; l'invio riprende da solo quando la finestra di conteggio si libera.
3.3. Ogni messaggio spedito con i programmi di posta può avere al massimo 100 destinatari [[DA VERIFICARE: limite della webmail]]. Ci sono anche limiti di frequenza per indirizzo IP di connessione e, durante la prova gratuita, limiti più bassi per l'intero account (Condizioni generali, art. 6.2).
3.4. I limiti proteggono gli utenti e la reputazione degli indirizzi IP condivisi. Non sono una quota commerciale. Il Fornitore può cambiarli per motivi di sicurezza. Se un cambiamento riduce in modo rilevante l'uso del servizio, il Fornitore lo comunica con almeno [[DA DECIDERE: N]] giorni di anticipo, salvo urgenze di sicurezza, e si applica l'art. 25 delle Condizioni generali.
3.5. È vietato aggirare i limiti, ad esempio dividendo un invio su più caselle o più account.
3.6. Per gli invii massivi c'è il modulo Email Delivery, quando è attivo per il cliente. Lo attiva il Fornitore o il rivenditore dopo una verifica. Con questo modulo il cliente deve:
- a) spedire solo da domini verificati;
- b) rispettare le quote orarie e mensili del piano;
- c) per le comunicazioni di marketing, avere un'autenticazione DMARC valida sul dominio e mettere in ogni messaggio un link di disiscrizione funzionante;
- d) non scrivere più agli indirizzi che si sono disiscritti, che hanno fatto un reclamo o che risultano inesistenti; il servizio li blocca automaticamente;
- e) tenere i reclami dei destinatari sotto lo 0,1% e i rimbalzi sotto il 5%, valori oltre i quali scattano le misure dell'art. 9.3;
- f) se attiva il tracciamento dei clic, informarne i destinatari e raccogliere il consenso quando la legge lo richiede.
Art. 4 – Phishing, malware e frodi
4.1. Sono vietati:
- a) i messaggi o le pagine che fingono di essere un'altra persona o organizzazione per ottenere credenziali, dati di pagamento o altri dati;
- b) l'invio o la condivisione di virus, ransomware, trojan o altro codice dannoso, anche dentro archivi o tramite link;
- c) le truffe, le catene di Sant'Antonio e gli schemi piramidali.
4.2. Il servizio analizza automaticamente la posta in uscita e i file condivisi tramite link. I messaggi giudicati spam possono essere rifiutati. I file con malware noto e i tipi di file attivi (pagine HTML, SVG, script, eseguibili) non si possono condividere come link pubblico. L'analisi non garantisce di trovare ogni contenuto dannoso. Il cliente resta responsabile di ciò che spedisce.
Art. 5 – Contenuti illeciti
5.1. È vietato usare il servizio per conservare, spedire o condividere:
- a) materiale pedopornografico o di sfruttamento di minori;
- b) contenuti che incitano al terrorismo, alla violenza o all'odio, nei casi vietati dalla legge;
- c) contenuti che violano diritti d'autore, marchi o altri diritti di terzi;
- d) dati personali di terzi trattati senza una base giuridica;
- e) minacce, molestie, diffamazione e altri contenuti illeciti secondo la legge italiana o dell'Unione.
5.2. I controlli automatici del servizio servono contro spam e malware. Il Fornitore non sorveglia il contenuto della posta per cercare altri illeciti: interviene quando riceve una segnalazione circostanziata, un ordine di un'autorità o un segnale dei controlli automatici descritti in questa politica.
Art. 6 – Abuso delle risorse
6.1. È vietato:
- a) usare il servizio in modo da comprometterne il funzionamento per gli altri clienti, ad esempio con connessioni o richieste eccessive, o con script che interrogano di continuo il server;
- b) usare le caselle come archivio di file o come backup estraneo alla posta;
- c) usare i link ai file grandi per distribuire file al pubblico in modo massiccio, come un servizio di download;
- d) rivendere o cedere l'accesso al servizio senza un contratto di rivendita con il Fornitore.
6.2. Il servizio applica limiti tecnici a spazio, numero e dimensione dei file condivisi, download e frequenza delle richieste. Raggiungerli non è una violazione. Aggirarli sì.
Art. 7 – Sicurezza
7.1. Il cliente e gli utenti:
- a) custodiscono le credenziali, le password per le app e le chiavi API, e non le condividono;
- b) usano il secondo fattore di autenticazione quando è richiesto;
- c) avvisano subito il Fornitore o il proprio amministratore se sospettano un accesso non autorizzato.
7.2. È vietato:
- a) provare ad accedere a caselle, account o sistemi di altri;
- b) fare scansioni, test di intrusione o test di carico sull'infrastruttura del Fornitore senza un accordo scritto;
- c) aggirare l'autenticazione, l'antispam, i limiti o l'isolamento tra clienti.
7.3. Se un account sembra compromesso (ad esempio molti messaggi in uscita rifiutati come spam, molti file bloccati, reclami), il Fornitore può limitarlo subito, come previsto all'art. 9, per fermare l'abuso e proteggere gli altri clienti.
Art. 8 – Segnalazioni
8.1. Chiunque può segnalare un abuso o un contenuto che ritiene illecito:
- a) per i file condivisi tramite link, con il pulsante «Segnala» sulla pagina di download;
- b) negli altri casi, scrivendo a [[DA DECIDERE: indirizzo abuse dedicato sul dominio del marchio, ad es. abuse@; in alternativa info@qmail365.com]].
8.2. La segnalazione deve contenere:
- a) i motivi per cui il contenuto è ritenuto illecito;
- b) dove si trova il contenuto (link o intestazioni complete del messaggio);
- c) nome e indirizzo email di chi segnala, facoltativi per le segnalazioni di abuso su minori;
- d) una dichiarazione di buona fede sull'esattezza della segnalazione.
8.3. Il Fornitore conferma di aver ricevuto le segnalazioni fatte con il pulsante «Segnala»; per quelle via email risponde una persona. Esamina ogni segnalazione con diligenza, in modo non arbitrario e obiettivo, e comunica la decisione a chi l'ha fatta, se ha lasciato un recapito, indicando se ha usato mezzi automatici. [[DA DECIDERE: tempo di risposta da dichiarare; il valore di configurazione per i file è 24 ore lavorative ma non è un impegno contrattuale]]
8.4. Punto di contatto per le autorità (art. 11 Reg. UE 2022/2065): [[DA DECIDERE: indirizzo]], in italiano e in inglese. Punto di contatto per gli utenti (art. 12): info@qmail365.com. Risponde una persona, non solo un sistema automatico.
8.5. Chi invia spesso segnalazioni manifestamente infondate può vedersele ignorare per un periodo ragionevole, dopo un avviso. [[DA DECIDERE]]
Art. 9 – Misure graduate
9.1. Il Fornitore interviene in modo proporzionato. Tiene conto della gravità della violazione, della sua ripetizione, del rischio per gli altri clienti e per terzi e della buona fede del cliente.
9.2. Le misure, dalla più lieve alla più grave, sono:
- a) avviso al cliente e, se c'è, al rivenditore, con la richiesta di rimediare;
- b) limitazione: riduzione del ritmo di invio, invio su indirizzi IP separati, blocco di un singolo file o link;
- c) sospensione di una funzione (ad esempio i file grandi per una casella, l'invio di una casella o il modulo Email Delivery);
- d) sospensione del servizio per il cliente (art. 14 delle Condizioni generali);
- e) risoluzione del contratto (art. 20.5 delle Condizioni generali), con le regole sui dati dell'art. 21.
9.3. Per il modulo Email Delivery e per la posta in uscita del cliente alcune misure scattano in automatico in base a soglie tecniche:
- a) rimbalzi oltre il 5% o reclami oltre lo 0,1%: solo segnalazione nel pannello;
- b) rimbalzi oltre il 10%, reclami oltre lo 0,2% o molti messaggi rifiutati come spam: ritmo di invio ridotto;
- c) reclami oltre lo 0,3%: invio su indirizzi IP separati, con un ritmo più basso;
- d) reclami oltre l'1% o rimbalzi oltre il 30%: sospensione degli invii del modulo Email Delivery.
Il cliente e il rivenditore ricevono un avviso. Quando gli indicatori tornano normali, le limitazioni automatiche vengono tolte da sole. [[DA DECIDERE: pubblicare le soglie o solo i criteri; DA VERIFICARE: lavoro reputation attivo in produzione]]
9.4. Il Fornitore può passare subito alle misure più gravi, senza avviso preventivo, quando:
- a) c'è materiale pedopornografico, malware o phishing;
- b) un account è compromesso;
- c) è in corso un danno grave per l'infrastruttura o per la reputazione degli indirizzi IP condivisi;
- d) lo ordina un'autorità.
9.5. Salvo il mancato pagamento e la contestazione dell'addebito (art. 10 delle Condizioni generali), la sospensione dell'accesso a una casella la decide sempre una persona, non un automatismo.
9.6. Motivazione. Quando limita, sospende o chiude, il Fornitore comunica al cliente su supporto durevole, al più tardi quando la misura ha effetto:
- la misura, la sua portata e la sua durata;
- i fatti e le circostanze;
- se la decisione è stata presa o il caso individuato con mezzi automatici;
- la base contrattuale o di legge;
- come contestarla.
Non lo fa solo quando lo vieta un ordine dell'autorità.
9.7. Contestazione. Il cliente può contestare la misura:
- per i file e i link bloccati, dalla webmail, entro sei mesi dalla decisione;
- negli altri casi, scrivendo al punto di contatto per gli utenti dell'art. 8.4 [[DA DECIDERE: tempi di risposta]].
La contestazione viene esaminata da una persona. L'esito viene comunicato con una motivazione. Se la contestazione è fondata, la misura viene tolta senza ritardo.
9.8. Per i clienti professionali le misure prese per una violazione accertata non danno diritto a rimborsi o indennizzi. Per i consumatori restano i diritti di legge: se una misura toglie l'accesso al servizio per una violazione che poi non risulta accertata, il periodo perso si recupera o si rimborsa; se il Fornitore risolve il contratto, rimborsa la parte del canone non goduta [[DA VERIFICARE con l'avvocato: formula per i consumatori, artt. 33–36 e 135-vicies bis Cod. Consumo]].
9.9. Il Fornitore collabora con le autorità secondo la legge. Informa senza ritardo le autorità competenti quando viene a conoscenza di informazioni che fanno sospettare un reato che minaccia la vita o la sicurezza delle persone (art. 18 Reg. UE 2022/2065).
Art. 10 – Rivenditori
10.1. Il rivenditore:
- a) gestisce per primo le segnalazioni sui propri clienti;
- b) applica le misure dell'art. 9 con gli strumenti del pannello.
10.2. Il Fornitore può comunque intervenire direttamente quando il rivenditore non agisce o quando l'abuso danneggia l'infrastruttura comune.
Art. 11 – Modifiche
11.1. Il Fornitore può aggiornare questa politica per motivi legali, di sicurezza o per cambiamenti del servizio. Le modifiche rilevanti sono comunicate con almeno [[DA DECIDERE: 30]] giorni di anticipo, via email agli amministratori e sul sito, con i diritti di recesso dell'art. 25 delle Condizioni generali.
11.2. La versione in vigore è pubblicata su https://stg.qmail365.com, anche in un formato leggibile da macchina [[DA DECIDERE: formato]].
Art. 12 – Lingua
12.1. Questa politica è disponibile in italiano e in inglese. In caso di contrasto prevale il testo italiano, salvo che il testo inglese sia più favorevole al consumatore.